“Il coaching in ambito organizzativo è un processo che potenzia le capacità delle persone per massimizzare il contributo dell’attività svolta e si realizza attraverso azioni.

L’obiettivo è quello di aiutare le persone ad implementare competenze.

L’approccio è concordato e pianificato con l’azienda o con la committenza, messo in atto attraverso l’uso di appropriate competenze professionali, metodologie e tecniche specifiche e destinato al miglioramento dell’attività dei collaboratori e del loro benessere.” (Gianluca Santarelli – 2010).

1Negli ultimi anni il coaching organizzativo  inizia ad essere utilizzato anche in Italia, soprattutto nelle aziende profit; sono ancora rare le esperienze di coaching nelle organizzazioni  pubbliche e in quelle No-profit.

Il coaching è focalizzato alla performance dei soggetti coinvolti nel percorso e non necessariamente ha origine da un disagio avvertito dalla persona (come accade negli interventi di counseling), ma è proposto ai dipendenti come sostengo ai momenti di cambiamento organizzativo o laddove si intenda sviluppare competenze in un ottica di empowerment (Angel-Amar, 2008).

 

Counseling

L’ambito del Counseling è più ampio rispetto al coaching.

Oltre l’incremento della performance, lo scopo del Counseling è quello di offrire al Cliente l’opportunità di esplorare e riconoscere i propri schemi d’azione e di pensiero e aumentare il livello di consapevolezza, così da saper utilizzare al meglio le proprie risorse personali per acquisire un controllo attivo sul proprio comportamento e migliorare la qualità della vita. Il problema del cliente non è nelle sue competenze.

L’intervento del Counselor riguarda il “come essere”.

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Destinatari

I percorsi di coaching e counseling possono essere rivolti al management e al personale di qualsiasi livello, a professionisti con attività privata, a  chiunque sia interessato ad affrontare tematiche lavorative