Poesie

Alla musa

Ti affido
nel silenzio della sera o musa
le ansie ed i miei crucci
che inquietano la mente di giorno,
che ritardano il sonno di notte.
Io amo le ombre
perché vedo nel buio.
Ti cerco,
accarezzo i capelli cedevoli al tatto;
ti sfioro le labbra
il tuo sorriso sereno ripaga
le mie ore insonni.
Chiudi gli occhi
e tu sarai mia prigioniera.
A te il mio canto,
sogni con me alle note della mia serenata.

Domenico Pitingolo

Il cuore ritma anche di notte

A lunghe bracciate sfuggivo il tuo sguardo
il mare colludeva con l’onde a lavare il ricordo di te
che mi opprimeva irrequieto.
Ma come spegnere a sera i battiti d’amore
che scaldavi dall’alba sulla grigia battigia al sole dell’est?
Tu, in lacrime, eri sfuggita al mio sguardo in un attimo,
come al batter d’ali di un gabbiano
che ha ritardato il suo volo.
Poi nel silenzio della notte
ti ritrovavo per strana malia,
e respiravo il tuo profumo
che sapeva di salsedine d’acqua marina
alla brezza sognante
del primo sole d’estate nel mese d’agosto.

Domenico Pitingolo

Il volo dei gabbiani

Rubavi dei miei sogni il respiro, quando a sera chiudevo a fatica gli occhi
vogliosi del buio;
Ora il mio radar si è arreso
sbiadito dai tuoi voli irraggiungibili, non in parallelo coi miei .
Ti ho atteso sulla battigia in compagnia dei gabbiani che nella notte si sono involati delusi verso orizzonti in cerca d’altri lidi.
Io ho resistito fino all’alba,
poi inquieto ho asciugato nel mare le lacrime dallo stesso sapore.
No non fermerò con le mani il tuo volo.
Io sereno aspetterò al primo sole
il ritorno in parata planante
dei gabbiani.

Domenico Pitingolo

Amore e estasi

Nel corpo nudo di una donna vi è l’incanto la magia,
quel desiderio d’amore che ha il profumo di un fiore
e va preservato nel cuore.
Quella vitalità dettata dal destino, un’unione,
una sinfonia da comporre insieme a quattro mani
come due amanti godere delle stesse passioni;
l’abbraccio dell’amore.
Un desiderio travolgente lo strusciarsi sulla pelle
le calde labbra e di lingue duellanti.
Corpi che vibrano e la passione prende fuoco
dove cessa ogni pudore.
Quel brivido caldo della penetrazione,
infine dissetarsi alla fontana del piacere,
il cui culmine che coniuga l’estasi e l’amore.

Pasquale D’Emanuele

Il dono dell’amore

Sei nata donna è per amore che sei venuta al mondo.
Vorrei porgerti il mio braccio la cui mano
regge un tulipano rosso, la mia promessa d’amore
che invecchierà assieme a te.
La, dove il cuore e la mente non invecchiano e
degli anni che portiamo addosso.
Vorrei regalarti la bellezza della natura e circondarti
della felicità delle api,
moltitudine di ali che vibrano da fiore in fiore,
raccolgono il nettare da donare alla regina;
tu, la regina del mio cuore.
Senza esitare hai deposto la purezza nelle mie mani,
quel nettare prezioso tesoro della terra,
frutto dell’amore appena colto.
Dolcezza dell’anima, ancor dentro mi suona la voce
di colei che amo.
La donna, il dono più grande che Dio ha fatto all’uomo.

Pasquale D’Emanuele

Ti vorrei

Quando mi sveglio
e vorrei dormire
quando dormo
e vorrei sognare
quando ti sogno
e vorrei arrivare
dove sei tu
e non mi vorrei svegliare

mentre leggo
e te vorrei guardare
mentre parlo
e te vorrei ascoltare
mentre scrivo
e ti vorrei parlare
di quanto manca
e vorrei non andare

quando parto
e vorrei tornare
quando torno
e vorrei restare
tanto rimane
e ti vorrei portare
dove son io
e vorrei poterti trattenere

mentre mangio
e non mi so saziare
mentre bevo
e non mi so dissetare
quando ingoio
e ti vorrei masticare
mentre ti mordo
e ti vorrei baciare

ci sei tu
in tutto
quello che faccio
e non faccio

quando c’è la luna
quando c’è il sole

e ti vorrei amore

RaPoetry

Adamo

Avrei vissuto per sempre
accanto a te sdraiato,
costola mia
ma tu hai spalancato il sipario
dell’esistenza
ed io piangendo
seguirò te verso il ritorno:
che la fuga nel tempo
ci dia il piacere oltre l’amore….

Susy Savarese

Strategia

Considero che presto insisterò per dirti parole.
Ho un piano: comincerò con non guardarti.
Nuova cecità si sommerebbe ad altre omissioni
eppure, potrebbe non bastare.
D’altra parte, so già che il discorso architettato non reggerà
crollando senza rimedio alla tua immutata sorpresa.
Ogni volta uguale.
Allarmato cercherò di non allarmarti: minimizzando.
Tradirò le intenzioni di una carezza,
come quelle dedicate ai figli di parenti o conoscenti,
e questa simulazione, rassicurandoti, mi assolverà ancora.
E sarà come precipitare,
riuscendo, al più, ad incrinare quella storia d’amore
che avrei voluto distruggere senza contemplarne il dolore.

Natale G. Calabretta

Sognare ad occhi chiusi

L’afa vince la brezza e doma
le onde già colorate di sole.
A piedi nudi tu, ridente il volto,
ti bagni.
L’acqua furtiva rifrange
le tue segrete forme,
al ritmo ammaliante di un lento,
perfido di sirena.
Mi incanta l’alba, il mare, il primo sole.
Al tuo passaggio non stridono più
i gabbiani, radenti l’onda,
quando frenano, goffi al volo,
la battigia.
Respiro il tenue odore di salsedine,
seduto sullo scoglio a pelo,
dove rumoreggia l’onda.
Una leggera brezza mi ispira amore,
come l’eco a sera, quando brontola
tra le valli il vento.

Domenico Pitingolo

Seppure

Seppure mi manchi,
seppure mi cerchi,
seppure desidero il tuo corpo,
seppure sento dire
che chiedi di me in giro,
non sono certo d’amarti ancora,
non sono certo dei tuoi sentimenti.
Dopo tutto sei stata tu
che mi hai cancellato dai tuoi pensieri.
Io ho solo ascoltato in silenzio
il duro metallo della tua voce.
Se tornassi indietro,
sarei un trastullo nelle tue mani sicure,
che hanno già sfiorato altri volti,
altre presenze,
seppure a te estranee,
forse più immediate,
ma meno vere della mia.
Sarebbe come un graffio lasciato sulla pelle,
che mi ricorderebbe il dolore amaro
delle cose perdute.

Arnaldo Brunale