Poesie

Le parole del mare

Le vesti cadranno sulla riva
bianca la schiuma
verde la mia pelle
piccoli sassi sulle ferite
granelli di sabbia i miei ricordi
Poi sospinto da una brezza insolente
fino agli abissi profondi della mente
cercherò il tuo volto di corallo
per guardarti con gli occhi delle onde
Leggere come alghe le fatiche
perduto su uno scoglio ogni rimpianto
con labbra antiche ti verrò a baciare
e come ostrica aperta la mia bocca
pronuncerà le parole del mare
Giancarlo Cuomo

Madre patria

Nato in questa terra, qui morirò. Senza timore di giudizi e fiero. Ciò che sono lo devo a questi sassi e grato al mare. La luna non è più bella altrove né il sole più caldo. Facile dimenticare, il dubbio diventa certezza in colui che ricorda.
Aggrappato ad una roccia, disegnata raffinata, logora ma invitta.
Giù le mani vili cialtroni e critici di ogni sorta, insolenti carnivori pronti a divorare i propri figli.
Sollevate i resti delle vostre putride carcasse, andate ad insozzare altri lidi. Non siete degni di nutrire capre e nemmeno dei maiali che avete ingrassato.
Qui è la mia terra e non mi muovo.
Spegnete i fuochi e nascondetevi, per voi non v’è memoria, inutili ed inquinanti parassiti.
La Madre Patria conservi un’altra storia, unica vera Vittoria.
Gianluca Facente

Kroton

L’ onda del mare
col suo andare e venire
ricalca la tua storia,
bella Signora,
e il sole perenne
rafforza la tua bellezza.
Dai tuoi figli
maltrattata e ferita
dagli stranieri
fortemente ambita
aspetti fiera
amorevole giustizia.
Spietato destino
di una terra favolosa e mitica.
Susy Savarese

Viale Regina Margherita

Ha un’aria un po’ nordista questa strada
Come i viali di Torino
Dove non sono mai stata
se non col cuore
ma mi dicono così.
E, come Torino, le macchine dovunque
la gente indaffarata è quella con il cane
ma qui, dopo il verde,
come dice Leopardi,
noi c’abbiamo l’infinito
l’infinito nuostro
un mare forte che t’abbraccia.
Poi
dietro le spalle di quella strada
desueta
un poco snob
la vera anima del luogo:
in qualche vicoletto molto saggio
l’odore dolce e caro del soffritto
i colori variopinti dei gerani
la gente buona e libera del ghetto.
Il fascino di questa strada
Dal nome démodé
è quello della nonna col cammeo
che lieve ti sorride, sola,
da quella foto antica.
Paola Deplano

Affanno di mare

E ancora tu
Che mi guardi
Come mi vedessi per la prima volta
E poi esplodi incontenibile
Recando di riempirti di me
Trabocchi continuamente
Regali, dai in prestito, conservi,
Nascondi, restituisci, metti da parte
Ciò che avanza di me
E di questo amore
Ma è pur sempre un’abbondanza
Che non si colloca completamente
E ti affanni
E ti stanchi
Ma ormai…credo
Tu abbia trovato abitudine
In questo affanno
E accenni finanche un sorriso
Mentre stremato
Ti agiti sulla sabbia
Consapevole di non avere scelta
Me…l’abbondanza
Di una strana felicità
Conosciuta solo a noi
Fuori dal giro
Degli amori comodi e organizzati.
Giovanna La Vecchia

La carezza

Forte e più forte spingi la spuma bianca a mangiare la sabbia
forte e più forte obblighi i miei pensieri ad andare indietro…
a penetrare l’impenetrabile passato
a quando ero felice
vogliosa di vita e di cose da fare
spumeggiante di idee e di sogni
ignara di ciò che sarebbe accaduto.
Quando solare e riccioluta pensavo che tutto mi fosse possibile…
perché da tutti mi sentivo amata.
Poi il tempo, che dapprima credi amico…con il desiderio che hai di
diventare grande…
ma è traditore
inizia pian piano…poi sempre più in fretta a mangiarti la vita
a frantumare le tue certezze
a ridurti le idee
a dissipare i tuoi sogni
lui gode nel vedere svanire i tuoi riccioli e il tuo sorriso
pretende con forza di invadere tutto il tuo cuore e i tuoi pensieri…
sottobraccio a coloro che pensavi ti volessero bene.
Che dolore…forte…mi buca la mente e diventando reale mi trapana
il cuore…
Mi alzo e ti vengo incontro
mi sei rimasto solo tu…
Come se mi avessi letto dentro ti calmi…
e lentamente mi bagni i piedi
è una carezza…la tua.
Maria Teresa Cizza

Emozioni sul mare

Mi parve di vedere una vela ondeggiare…
Le emozioni provate furono davvero tante!
Ogni schizzo, ogni onda, ogni soffio di vento,
tra Laser e Tridente, hanno reso magico e
indispensabile ogni momento.
Fu così che anch’io desiderai provare le
emozioni che si provano in mare.
Tra poggiare e orzare, cazzare e lascare, scuffiare e poi rialzare,
ho imparato a navigare.
Scirocco e grecale, Ponente e Levante
mi hanno accompagnato in maniera costante.
Da questa esperienza felice son stato
e mi ritengo molto fortunato.
Ringrazio di cuore istruttori e amici
che mi hanno insegnato a provare emozioni felici.
Giorgio Parini

Chi mai dipinse il mare

Chi mai dipinse il mare
volle regalare un pezzo di cielo a chi non potendo volare
voleva comunque sognare
Chi mai dipinse il mare
lo volle in compagnia,
e il vento fu creato per amarlo alla follia
Chi mai ha vissuto il mare
racchiuso nel cuore per sempre lo vorrà portare
E per chiunque volesse ancora amare,
non c’è posto più magico e incantevole del mare.
Gabriele Belfiore

Sorge il sole

È l’alba quando un forte cinguettio mi sveglia
miei occhi restano ancora chiusi
stretti
nella speranza di poter dormire ancora un po’…
ma Morfeo stamane è di fretta, è già andato via.
Decido di alzarmi
e iniziare a vivere il nuovo giorno.
Un nuovo forte cinguettio mi attrae, esco sul terrazzo,
è ancora buio, un brivido di freddo mi accarezza la schiena,
costringendomi in un abbraccio più forte.
Il sole non si è ancora levato
ho il mare di fronte
Ne sento il profumo
ne immagino le sfumature di blu
la vita sotto l’azzurro.
Assaporo questo assaggio d’infinito
immersa in un silenzio magico
interrotto solo dal cinguettio festoso di quella famigliola di passeri…
la stessa che ha interrotto il mio sonno.
Crotone dorme, immersa nel silenzio.
Lentamente, poco alla volta iniziano ad accendersi le luci nelle
case e poi in sequenza si spengono…sorge il sole.
Quanta vita…quante storie…in quelle case…
Possa sorgere il sole in ogni vita, in ogni storia
possa essere difesa dai razziatori
possa rialzarsi davvero e per sempre
la mia amata sofferente città.
Maria Teresa Cizza

Un grande amore

Se avessi una bella voce
Ti canterei l’amore
che nutre tutti i miei giorni.
Sapendo suonare
Ti regalerei la melodia del mio vivere.
Se potessi dipingere
Potrei colorare la tua esistenza
Con i colori caldi che scaldano la mia anima al solo vederti.
Se fossi abile con le mani
Potrei tentare il calco della mia immensa felicità.
Ma nulla di tutto ciò
Riesco a fare
E a volte il rammarico
Di questi miei limiti
Mi assilla e mi addolora
Ma ho qualcosa
che appare magico,
a volte misterioso,
semplice, immediato ed efficace
per comunicare con te,
mio mare straordinario,
ho la luce dei miei occhi,
non ho imparato ad usarla,
semplicemente esiste.
Si accende quando ti incontra,
si espande e ti investe,
ti avvolge e ti protegge,
ti parla di me
e ti racconta ogni cosa.
E così mi rivelo
Alla tua innocenza
Ed in quell’attimo
Comprendo il senso dell’esistenza
Ed imploro l’universo
Affinché mi dia forza a sufficienza
Per non soccombere
Davanti ad un rivelarsi
Così magnifico.
Piccola mi perdo
In questo senso così profondo
Del mio esistere
Ma poi ritrovo agevolmente la via,
È sempre uguale:
L’odore della tua spuma,
Il rumore delle tue onde
ed il continuo movimento dei tuoi pensieri d’amore.
Giovanna La Vecchia