Poesie

Gli amori impossibili

Gli amori impossibili ti svegliano al mattino
accarezzano il tuo cuore con unghie affilate
tra siepi di rugiada dove si nasconde il destino
che trasforma il freddo inverno in calda estate.
Gli amori impossibili non hanno mai un finale
attraversano mari in tempesta senza annegare
dentro barche illuminate dai lampi del temporale
In mezzo ad onde con i capelli bianchi da pettinare.
Gli amori impossibili sono tanti libri letti a metà
e poi abbandonati su scaffali pieni di polvere e tarli
dove i ricordi sono due innamorati che nascondono l’età
per paura che le rughe della vita vadano a cercarli.

Sotto la pioggia i nostri vestiti si inzuppano,
diventano pesanti,
la nostra vista si appanna e invano riusciamo a scorgere un riparo.
Sotto la pioggia il nostro corpo sente il freddo che lo circonda,
l’anima si stanca e correre via sembra impossibile.
Sotto la pioggia possiamo aprire il nostro ombrello alzare il cappuccio del nostro impermeabile e andare via,
senza capire che è proprio sotto la pioggia che il nostro corpo non soffrirà mai la sete
e la terra sotto di noi non sarà mai arida …

Emmanuele Saccà

Sorridimi

Sorridimi ancora di sera,
quando le ombre colorano di rosa i tramonti,quando all’alba le tue labbra brecciano i profondi silenzi della notte.
Abbracciami…
Quando i gabbiani, dalle ali bordate di nero,planano le onde irrequiete,
ma auguri al giorno che si colora d’incanto.
Ti guardo – il sorriso nei tuoi occhi, ha bandito,la mia solitudine, che più non frena,al roco vocio dei gabbiani, che planano leggeri le onde, più azzurre del mare.
Sorridimi ancora……
Di sera….

Domenico Pitingolo

Un attimo…per rivivere

Mi piacerebbe annegare nella profondità
dei tuoi occhi fulgenti – il mio sguardo –
che cupo ti penetra dentro;
inumidire le tue labbra di pietra;
detergere il tuo volto rugato
di lacrime in declivio silenti.
Rivivere il ricordo che il tempo –
con forza –
prova a sotterrare nel buio della notte.
Ti cerco – ti sfioro – ti regalo
la vita .
Incredula – frastornata – mi guardi .
Assaporo – automa – il tuo pianto,
Le tue lacrime non sono più amare ,
ma dolci .
Ti abbraccio .
I tuoi occhi sereni, hanno rubato
d’incanto –
il colore del cielo.

Domenico Pitingolo

Canto all’amore

Cercami all’alba
quando l’aurora colora il
Mare di azzurro,
quando i gabbiani tubano sulla battigia volteggiando sulle onde che più non sanno di sale.
Profumano di mare i silenzi
che più non temono il buio della notte.
Ed in segreto serberò sulle labbra il sapore lascivo dei tuoi baci

Domenico Pitingolo

Alla musa

Ti affido
nel silenzio della sera o musa
le ansie ed i miei crucci
che inquietano la mente di giorno,
che ritardano il sonno di notte.
Io amo le ombre
perché vedo nel buio.
Ti cerco,
accarezzo i capelli cedevoli al tatto;
ti sfioro le labbra
il tuo sorriso sereno ripaga
le mie ore insonni.
Chiudi gli occhi
e tu sarai mia prigioniera.
A te il mio canto,
sogni con me alle note della mia serenata.

Domenico Pitingolo

Il cuore ritma anche di notte

A lunghe bracciate sfuggivo il tuo sguardo
il mare colludeva con l’onde a lavare il ricordo di te
che mi opprimeva irrequieto.
Ma come spegnere a sera i battiti d’amore
che scaldavi dall’alba sulla grigia battigia al sole dell’est?
Tu, in lacrime, eri sfuggita al mio sguardo in un attimo,
come al batter d’ali di un gabbiano
che ha ritardato il suo volo.
Poi nel silenzio della notte
ti ritrovavo per strana malia,
e respiravo il tuo profumo
che sapeva di salsedine d’acqua marina
alla brezza sognante
del primo sole d’estate nel mese d’agosto.

Domenico Pitingolo

Il volo dei gabbiani

Rubavi dei miei sogni il respiro, quando a sera chiudevo a fatica gli occhi
vogliosi del buio;
Ora il mio radar si è arreso
sbiadito dai tuoi voli irraggiungibili, non in parallelo coi miei .
Ti ho atteso sulla battigia in compagnia dei gabbiani che nella notte si sono involati delusi verso orizzonti in cerca d’altri lidi.
Io ho resistito fino all’alba,
poi inquieto ho asciugato nel mare le lacrime dallo stesso sapore.
No non fermerò con le mani il tuo volo.
Io sereno aspetterò al primo sole
il ritorno in parata planante
dei gabbiani.

Domenico Pitingolo

Amore e estasi

Nel corpo nudo di una donna vi è l’incanto la magia,
quel desiderio d’amore che ha il profumo di un fiore
e va preservato nel cuore.
Quella vitalità dettata dal destino, un’unione,
una sinfonia da comporre insieme a quattro mani
come due amanti godere delle stesse passioni;
l’abbraccio dell’amore.
Un desiderio travolgente lo strusciarsi sulla pelle
le calde labbra e di lingue duellanti.
Corpi che vibrano e la passione prende fuoco
dove cessa ogni pudore.
Quel brivido caldo della penetrazione,
infine dissetarsi alla fontana del piacere,
il cui culmine che coniuga l’estasi e l’amore.

Pasquale D’Emanuele

Il dono dell’amore

Sei nata donna è per amore che sei venuta al mondo.
Vorrei porgerti il mio braccio la cui mano
regge un tulipano rosso, la mia promessa d’amore
che invecchierà assieme a te.
La, dove il cuore e la mente non invecchiano e
degli anni che portiamo addosso.
Vorrei regalarti la bellezza della natura e circondarti
della felicità delle api,
moltitudine di ali che vibrano da fiore in fiore,
raccolgono il nettare da donare alla regina;
tu, la regina del mio cuore.
Senza esitare hai deposto la purezza nelle mie mani,
quel nettare prezioso tesoro della terra,
frutto dell’amore appena colto.
Dolcezza dell’anima, ancor dentro mi suona la voce
di colei che amo.
La donna, il dono più grande che Dio ha fatto all’uomo.

Pasquale D’Emanuele