Mar d’amor

Su di uno scoglio
Se ne stava seduta
A fissar l’azzurro mare
Che lì l’aveva condotta.
Il sapore di sale sulla pelle,
a curar le cicatrici
impressi come tatuaggi.
Il mare che l’aveva salvata
Dalla guerra che via
I sogni le aveva strappato.
La luna nel suo splendore
Nel Mar si specchia
All’imbrunir del dì.
Mare che sussurra
storie di marinai.
Mare amico
del gabbiano che lo sfiora e vola via.
Cullata dalle onde,
soave melodia
lei, piccola,
s’addormenta.
Roby Modesto Maria Contarino

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